
Escursioni e trekking
nei dintorni di Cavargna
Il nostro rifugio ha una posizione strategica per la partenza di facilipasseggiate o escursioni più impegnative.
Il rifugio è posizionato a quota 1542mt. L’esposizione soleggiata e la gran quantità di sentieri di origine rurale, offrono la possibilità di molteplici itinerari, percorribili tutto l’anno.
I sentieri di Val Cavargna
Altri sentieri iniziano nei pressi del Rifugio San Lucio e permettono di visitare altre località della Vla Cavagna. Compresi quelli già descritti, arriviamo a quota 13.
Per chi utilizza l'applicazione "Komoot" questo link vi rimanda alla sezione dedicata.
Sentiero Capanna Monte Bar (Svizzera)
⏱ Durata: circa 3h 30’
📏 Lunghezza: 8 km
🎯 Difficoltà: Intermedia
Descrizione
Percorso panoramico che attraversa il versante della Garzirola, con continui saliscendi e tratti ripidi.
Alcune sezioni sono esposte e richiedono passo sicuro, ma regalano viste spettacolari lungo tutta la traversata.
Ideale per escursionisti con un minimo di esperienza, in cerca di un itinerario vario e suggestivo.


Sentiero Monte Garzirola
⏱ Durata: 1h 30’ – 2h
📏 Dislivello: oltre 500 m
🎯 Difficoltà: Impegnativa
Descrizione
Percorso breve ma intenso, caratterizzato da un forte dislivello che lo rende adatto a escursionisti allenati.
L’itinerario conduce all’omonimo rifugio, punto di appoggio ideale per una sosta o come base di partenza per proseguire verso il Monte Camoghè e altre affascinanti mete dell’Alto Lario.
Visitare gli alpeggi
Durante il periodo estivo è possibile raggiungere e visitare diversi alpeggi situati nei dintorni del rifugio, immersi nella natura e ancora attivi nella tradizione pastorale.
Alpe Colmine
Situato lungo il sentiero che conduce alla Cima Fiorina, facilmente raggiungibile durante le escursioni.
Alpe Tabano
Collocato poco dopo il nostro Rifugio seguendo il sentiero verso il Rifugio Garzirola.
Alpe Corte di Certara
Situato in Svizzera, è specializzato nella produzione di formaggi di capra. Qui è possibile assistere a dimostrazioni di lavorazione direttamente nel caseificio.
Grazie a tutti gli alpeggi è quindi possibile incontrare durante le passeggiate diversi animali al pascolo.
Festività e ricorrenze della valle
San Lucio
📅 12 luglio
⛪ Messa nella chiesa
🍽️ Pranzi conviviali
🎶 Canti tradizionali con fisarmoniche
⛺ Pernottamento in tenda
San Rocco
📅 15 e 16 agosto
🌙 15 agosto (sera): musica, ritrovo conviviale, pernottamento in tenda o al Rifugio
☀️ 16 agosto (giorno): festa principale e pranzi tradizionali
La chiesa di S.Lucio e S.Rocco
Prima di raccontarne la storia, ricordiamo che la chiesa è visitabile richiedendo le chiavi presso il Rifugio San Lucio, situato proprio di fronte ad essa.
Posizione
Sul passo al confine tra Italia e Svizzera, a oltre 1500 metri di quota, nel decanato di Porlezza, sorge un antico oratorio conosciuto da tutti come “la chiesetta”.
Origini e Architettura
L’Oratorio di San Lucio, collocato di fronte al Rifugio, fu costruito verso la fine del XIII secolo, nel luogo in cui secondo la tradizione fu sepolto il martire San Lucio.
La struttura, semplice e a capanna, ha subito nel corso dei secoli ristrutturazioni e ampliamenti.
A partire dal XIV secolo l’oratorio venne interamente affrescato. Purtroppo molti affreschi sono andati perduti nel tempo, ma alcuni sono stati recuperati grazie ai lavori di restauro.
I Santi custoditi nella Chiesa
All’interno sono venerati due santi:
-
San Lucio
Protettore dei casari e dei pastori, viene commemorato il 12 luglio. -
San Rocco
Protettore degli animali, viene celebrato il 16 agosto.
La figura di San Lucio
Fino al 1610, San Lucio era conosciuto anche come Luguzzone o Uguccione.
La tradizione lo ricorda come un pastore poverissimo, al servizio di un padrone avaro, che non esitava a donare ai poveri tutto ciò che possedeva.
Cacciato dal suo padrone per la sua generosità, entrò al servizio di un altro uomo, presso il quale i greggi e i raccolti iniziarono a moltiplicarsi, mentre il primo padrone cadde in miseria.
Accecato dall’invidia, quest’ultimo uccise San Lucio proprio sul passo che oggi porta il suo nome.
La leggenda del laghetto
La leggenda narra che nel luogo del martirio sgorgò una fonte, formando un piccolo laghetto.
San Lucio è invocato anche come protettore della vista: i malati si lavavano gli occhi nell’acqua del laghetto, che secondo la tradizione si tingeva di rosso il 12 luglio, giorno del martirio.
La cappelletta di San Lucio
Vicino al Rifugio si trova anche una cappelletta dedicata a San Lucio, che custodisce una statua del santo:
con la mano sinistra regge una forma di formaggio, mentre con la destra impugna il coltello del formaggiaio, nell’atto di tagliare il formaggio per distribuirlo ai poveri.
Testo rielaborato da fonti storiche: valcavagna.org e chiesadimilano.it





